Riduzione stipendi a 5 mila euro

Sono uno di quelli che pensa che la politica debba essere considerato un  servizio ai cittadini, non debba essere una professione.
Si può diventare un bravo politico con la continua partecipazione alla vita sociale, mantenersi informato e saper analizzare le attualità e i desideri dei cittadini.
Chi poi sceglie di dedicarsi maggiormente a tale servizio gli si può riconoscere un indennizzo massimo di 5mila euro, oppure non superare 3 volte lo stipendio di un operaio, inoltre, non deve avere nessun altro beneficio di sorte . Perchè è e rimane un cittadino uguale a tutti.
Se il politico vive fuori dal suo luogo di residenza può alloggiare nelle foresterie realizzate ad Hoc, le spese di pranzo, alloggio e viaggio se le deve pagare da solo.
Possono essere riconosciuti indennizzi solo per viaggi di rappresentanza.
Non vedo la differenza tra un operaio normale che vive a Napoli e lavora a Milano come l’operaio si fa carico di tutte le spese così può fare il parlamentare .
Inoltre sono del parere che chiunque si candida con una lista debba rimanere in essa per tutta la durata della legislatura.
Chi intende cambiare bandiera è fuori, poichè viene meno alla parola data nei confronti dei suoi elettori.

La sfiducia al governo può avvenire anche con un referendum.

Come realizzare il referendum sarà un argomento che trattero in seguito.

C’ERA UNA VOLTA …. IL 1° MAGGIO

C’era  una volta … il lavoro.

Il giorno del 1° maggio, tutti i lavoratori riempivano le piazze e le campagne per festeggiare la conquista del diritto alle  otto ore.

Ma oggi, che senso ha festeggiare il lavoro se proprio il lavoro è il grande assente di questa festa?

Il capitalismo e la servitù ad un europa, hanno cancellato questo diritto, con il loro egoismo sono riusciti ad annullare “la speranza”, “il sogno” di milioni di lavoratori e giovani per  un futuro migliore.

Questo sistema ipocrita ed individualista è riuscito a cancellare la dignità del lavoratore che in tanti anni di battaglie era riuscito ad imporre.

Ora questa festa è solo una data da ricordare ma non c’è nulla da festeggiare. Addio ai grandi concerti, addio alle grande abbuffate con porchette sui verdi prati circondate da bandiere rosse.

Ora si deve tornare a conquistare nuovamente no il diritto alle otto ore, ma il diritto al lavoro, un diritto sancito dalla Costituzione che come l’articolo 11 (no alla guerra) i nostri parlamentari non leggiferando, si macchiano di tradimento alla Costituzione.

Tutto passa in silenzio nessuno condanna i parlamentare di alto tradimento alla Costituzione.

L’europa del denaro e il capitalismo arrogante hanno sconfitto i lavoratori.

Per ritornare a festeggiare , bisogna nuovamente riconquistare, con la lotta se necessario, i sacrosanti diritti che oggi sono pericolosamente messi in discussioneo annulati: il diritto al lavoro, il diritto ad un salario dignitoso, il diritto alla salute, il diritto alla maternità, il diritto allo studio.

Solo quando avremmo riconquistato tutto questo ed annullato la piaga degli esodati, i quali si trovano senza lavoro e senza pensione, quando avremo annullato lo sfruttamento di uomini e donne rimasti senza alcuna tutela, ma con sempre più doveri e meno diritti.

Solo allora potremmo ritornare a festeggiare, ora c’è bisogno di rimboccare le maniche e tornare a lottare.

Comunque tanti auguri a quei pochi lavoratori rimasti

Nascita della repubblica di re Giorgio

Con la nascita del nuovo governo, nuovamente siamo stati presi in giro, quando diremo basta?

Uomini dediti alla politica per interessi personali hanno fatto di tutto pur di rimanere nel loro castello dorato non curando del valore elettorale espresso dal popolo.

In campagna elettorale ognuno sparlava del proprio avversario, animando speranze nella popolazione di un domani migliore.

Si vantano di aver avuto il 29 o il 25% delle preferenze ma dimenticano che il 40 % non ha voluto esprimere il proprio voto e se aggiungiamo il 22 % del voto di protesta (lista grillo), arriviamo al 62% di cittadini che non hanno fiducia nella politica.

Quindi , dopo questa piccola analisi , oggi ci governano uomini che hanno raccolto il 38% di preferenze.

Mi sembra troppo poco per dire che il governo di oggi sia l’espressione reale del paese.

Il presidente della reppublica ha utilizzato modi e mezzi che vanno oltre i suoi poteri, adirittura ha indicato una agenda politica.

Oggi assistiamo ad un governo formati da due partiti con storie e interessi diversi, condividere lo stesso tetto. Mi domando a cosa è servito licenziare il governo monti se poi i stessi partiti si sono ritrovati nuovamente uniti per governare?

Hanno voluto solo sprecare, tempo, denaro pubblico e prenderci in giro.

A mio giudizio considerato che la volontà del popolo espressa con il voto non ha nessuna considerazione, bisogna percorrere l’unica strada sicura per avere la certezza di un reale cambiamento a favore dei bisogni del popolo.

Creare una forte organizzazione popolare che porti il popolo nelle piazze per rivendicare e trasformare la nostra repubblica parlamentare in una repubblica con forti caratteri socialisti, per portare l’equità sociale, ripristinare l’assistenza sanitaria, scolastica a tutti gratuitamente, la nazionalizzazione delle banche ecc.

 

Marò italiani in India

Trattenere i nostri Marò in italia era il minimo che poteva fare il governo, per riparare all’inefficienza operativa dimostrata sin dall’inizio dell’incidente.

E’ triste vedere i nostri Marò ripartire e ritornare in un paese dove vige la pena di morte.

Solo quest’ultimo pericolo era sufficiente per giustificare la permanenza in italia dei nostri militari.

I responsabili politici , pagati profumatamente, che hanno voluto e permesso questo tipo di missione devono assumsi le loro la responsabilità , nei fatti e non a parole, come ha fatto il Ministro Terzi con le sue dimissioni.

Cosa me ne faccio delle sue dimissioni se i nostri marò, potrebbero essere condannati anche alla pena di morte?

E’ facile dire la nave non sarà abbandonata , mio caro De Paola, se hai una coscienza e se sei convinto di stare nel giusto fai tornare i nostri marinai e chiedi lo scambio della tua persona in cambio dei due marò.

Ma so’ che tu non hai le palle e continuerai a stare in italia, sacrificando il rischio della vita dei nostri marinai per un pugno di dollari.

Sono convinto che la vostra debolezza nei confronti dell’india deriva anche dal fatto che sono in ballo molti alti contratti economici.

Certo i militari sono carne da macello mentre voi siente un macello di carne putrefatta, senza anima, senza cervello, senza dignità.

Basta con un presidente eletto tra i parlamentari

Art. 84. della Costituzione

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.


E’ ora di finirla di eleggere il presidente della nostra repubblica tra i lor signor !

La storia recente ha dimostrato che la classe più corrotto, più mafiosa, vive tra i banchi dei nostri parlamentari, è possibile che tra milioni di onesti cittadini non ci sia uno che possa rappresentare l’italia?

Perchè non poter nominare uno tra i prestigiosi scienziati, artisti e perchè no, tra i tanti onesti Operai che sacrificano la loro la vita per il lavoro e per famiglia e sono costretti a lottare tra tante difficoltà economiche?

Un minatore della Sardegna che difende il proprio diritto al lavoro  imprigionandosi nella stessa miniera, perchè lui come noi, non possiamo mai aspirare a diventare presidente della repubblica?

Enviado por Yailena Allegue Pérez

Cuando las cosas anden mal


Cuando las cosas anden mal, como a veces sucede: NO ABANDONES.
Cuando no consigas resultados: NO TE RINDAS.
Cuando quieras sonreír y sólo suspires: NO TE CAIGAS.
Cuando suerte te sea adversa y no encuentres fuerzas para seguir: NO RENUNCIES.
Cuando no encuentres compañero de lucha, no te apuires: ¡HAY MANOS QUE SOSTIENEN LAS TUYAS!
Cuando las cosas anden mal, como a veces sucede: NO ABANDONES.
 
Cree y siente en cada minuto de tu vida, deja que tu alma vuele libre por los caminos de la confianza. Cierra tus ojos por unos minutos y deja tus pensamientos volar por sitios del amor. No podemos cambiar el mundo, ni quitar todo el dolor de la tierra, ni tener ya resuelto todos nuestros problemas; pero podemos a cada minuto mirar con ojos de amor a cada cosa.

Nosotros somos el espejo del alma, de nuestro espíritu y somos capaces de lograr un ambiente favorable o desfavorable según lo que semana capaces de dar, de expresar y de demostrarle al mundo. Por eso hay que vivir cada minuto como si fuera el último y sacar lo que sentimos porque de eso está hecha la vida, y esta sí hay que vivirla.

Pubblicato in cuba

LA LEGGE ELETTORALE

 

Attraverso la legge elettorale attuale viene negata ancora una volta la sovranità popolare.
Tutti hanno definita questa legge “porcellum”, addirittura definita così anche dal suo estensore.
E’ una legge che viola palesemente la volontà del popolo .
Non è giusto, non è democratico, che i voti di un partito anche se minori rispetto alle altre liste gli si debba essere negata la rappresentatività.
Gli antidemocratici hanno voluto così, perché a loro parere con questa nefasta legge si può avere una governabilità più stabile e più duratura.
I fatti di oggi, dimostrano la falsità di quelle affermazioni, addirittura oggi assistiamo che non riescono nemmeno a partire per formare un governo.
Addirittura con  questa legge volendo, possono cambiare la Costituzione ogni cinque anni, (se la cantano e se la suonano alla faccia nostra).
E’ urgente ridare la possibilità a tutti di essere proporzionalmente presenti e di far sentire la loro voce. E’ urgente ritornare al proporzionale, inserendo però alcuni cambiamenti come il vincolo ai parlamentari di rimanere nella lista o partito con cui si sono candidati, pena esclusione con inserimento del secondo non eletto, eliminazione del voto di fiducia in quanto tutte le leggi devono essere discusse e votate. Eliminazione di una camera.

 

8 MARZO FESTA DELLA DONNA

Oggi come ieri in questo paese capitalista, egoista ha smorzato il vero significato della festa donna, diventanto una festa di facciata e commerciale.

In questa società consumista tali ricorrenze costituiscono un affare economico non indifferente, una serie interminabile di consuetudini corsa all’acquisto di un oggetto per la propria donna o un invito a una cena per sentirsi con la coscienza a posto.
Il presidente che ricorda l’importanza della donna in società mentre il parlamento poco fa per migliorare la condizione femminile.
Voglio ricordare in queste righe il vero significato dell’8 marzo.

Durante il VII Congresso della Seconda Internazionale nel 1907, a cui parteciparono delegati provenienti da varie nazioni, tra cui i massimi dirigenti socialisti dell’epoca come Rosa Luxemburg e Lenin, si discusse anche della rivendicazione del suffragio universale esteso alle donne. Su questo tema il Congresso votò una mozione in cui i partiti socialisti si impegnavano per l’applicazione del suffragio universale femminile.
La prima “Giornata della donna” fu celebrata ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909, mentre in alcuni paesi europei si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911 su indicazione di Clara Zetkin. Le manifestazioni furono interrotte dallo scoppio della Prima guerra mondiale finché l’8 marzo 1917 nella capitale russa le donne guidarono un’imponente manifestazione per chiedere la fine del conflitto. In tal modo l’8 marzo del 1917 sancì l’inizio della Rivoluzione bolscevica in Russia. Per stabilire un giorno comune a tutte le nazioni, nel 1921 la Conferenza internazionale delle donne comuniste decise che l’8 marzo si celebrasse la “Giornata internazionale dell’operaia”.
Tenendo presente le ragioni e gli avvenimenti che ispirarono l’istituzione di questa giornata di lotta, occorre rilanciare con forza l’idea che l’emancipazione femminile sarà universalmente possibile ed attuabile solo in una società completamente affrancata dal bisogno e dallo sfruttamento materiale dell’uomo (e quindi della donna), vale a dire in una società di liberi e uguali, in un sistema che sia effettivamente libero e comunista.

LA COSTITUZIONE

Molte volte la nostra Costituzione resta carta morta, ciò avviene in primis perchè è ignorata dalla maggioranza della popolazione italiana.

A mio giudizio, la conoscenza della Carta Magna della nostra Repubblica, dovrebbe essere insegnata nelle nostre scuole e divenire materia di esame.

In questo modo il cittadino conoscerà meglio quali sono i suoi doveri e i suoi diritti e la democrazia ne trarebbe benefici.

Ciò facendo i nostri politici verrebbero spiazzati e non potrebbero più fare da padroni, cammuffando le loro leggi anticostituzionali in costituzionali (vedi tasse e impiego dei militari in teatro di guerra).

Solo nelle favole si può raccontare che due paesi in contrasto fra loro  e che si armano e si uccidono non sono in guerra

IL POPOLO E’ SOVRANO

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.